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| .::A 3 km da Carovigno (Br)::. |
Carovigno, una cittadina con oltre 15.000 abitanti, sorge sulla cima di una graziosa collina tra Brindisi e Ostuni, a poca distanza dall’azzurro e cristallino mare Adriatico.
Città antichissima, i primi insediamenti umani risalgono alla prima età della pietra, come testimoniano le numerose grotte ed i campioni di pietra scheggiata e levigata rinvenuti sul territorio riconducibili al paleolitico ed al neolitico.
Città della Japigia (siamo nel 1000 a.C.), Carbina -questo il suo nome all’epoca- divenne centro fiorente con la civiltà messapica, come dimostra l'importantissimo materiale archeologico esposto nei musei di Egnazia, Brindisi e Taranto.
Sul nome della città le ipotesi sono varie: la più accreditata lo fa derivare dal greco "Karpene", i romani la chiamavano "Corvineum", trasformato poi in "Carbina" (dal greco Karbina ovvero “fruttifera” data la grande produzione di prodotti agricoli, in particolare di olio che tutt’ora la caratterizza), quindi "Carvinea" nel periodo medioevale e finalmente nell'attuale Carovigno.
Dal punto di vista urbanistico la città fu costruita secondo lo stile delle città greche: tre cinte murarie concentriche di pietroni informi e grandi parallelepipedi di tufo duro senza cementazione, furono erette intorno alla collina sulla cui sommità dominava l'acropoli. Nella fascia intermedia si svogeva la vita quotidiana mentre, l’ultima fascia più esterna era invece occupata dalla necropoli (adibita a sepolture).
Distrutta dai Tarantini nel 473 a.C. alla ricerca di uno sbocco sull’Adriatico, i suoi abitanti subirono crimini di ogni genere.
La città, però, ben presto risorse più forte di prima e più tardi, durante le guerre messapiche, si alleò e si federò con Brundusium, (l'attuale Brindisi), una colonia fondata alcuni chilometri più a sud dai romani nel III secolo a.C., condividendone le sorti.
Simbolo dell’alleanza militare e politica con la città vicina resta la moneta urbica federale coniata a Carovigno, al tempo della guerra italica, recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno- Brindisi).
Durante la guerra tra Taranto e Roma, le due città si schierarono con i Romani e anche durante la seconda guerra punica (218-216 a.C.) non si arresero ad Annibale rendendo, così, vano ogni tentativo di conquista da parte dei Cartaginesi.
Con la caduta dell’Impero Romano Carovigno conobbe le dominazioni di: Visigoti, Bizantini, Longobardi, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Veneziani, Spagnoli, Austriaci e Borboni.
La rocca della città, l’unica parte rimasta incolume all’attacco dei Tarantini, fu in seguito cinta da alte muraglie con quattro torri, due rettangolari (una a porta Brindisi e una a Porta Ostuni, tutt’ora esistenti) e due rotonde. Il Palazzo baronale, detto il Castello, costruito tra il 1390 e il 1440 completò la cittadella fortificata.
I lutti e miserie arrecati dalle dominazioni straniere accrebbero durante i cinque secoli di arrogante strapotere baronale. I segni del feudalesimo sono rappresentati non solo dal Castello, costruito a difesa dai Turchi e dalle scorrerie dei pirati, ma anche dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Pagina creata il 31/10/2009 | Le pił belle Esterno della Struttura  |
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